La calvizie: definizione e forme comuni
La calvizie è lo stato di mancanza di capelli in cui c’è maggior crescita, specialmente sulla testa. La forma più comune di calvizie è un progressivo assottigliamento dei capelli condizione chiamata alopecia androgenica o “calvizie maschile” che si verifica in persone adulte di sesso maschile. Il tipo e la gravità di calvizie può variare notevolmente da maschi e femmine e prende nomi come alopecia (alopecia androgenica, detta anche alopecia androgenetica), alopecia areata, che comporta la perdita di alcuni dei capelli dalla testa, e alopecia totale , che comporta la perdita di tutti i capelli, la forma più estrema, l’alopecia universale, che implica la perdita di tutti i capelli dalla testa e del corpo.
Le cause della calvizie
Sia nei soggetti maschili che femminili le cause della calvizie sono da attribuire a fattori ormonali seppur scaturite da diversi ormoni.
Analizziamo le cause della calvizie nei due diversi soggetti.
Nella popolazione maschile (che in stadi di diversa gravità viene colpita per l’88% a partire dai 18 anni) la calvizie ha origine per predisposizione genetica e si manifesta nel momento in cui il testosterone penetrato nel follicolo dopo essere stato a contatto con particolari stutture proteiche (chiamate recettori) interferisce con il DNA inibendo in questo modo il follicolo del capello, inducendone il rimpicciolimento e l’inabilità a produrre un capello sano.
Il progressivo rimpicciolimento e indebolimento del follicolo porterà col tempo alla morte del capello.
In questo stadio il capello (chiamato vellus) è decisamente più sottile rispetto agli altri, poco colorato e da l’impressione di una diminuzione in senso numerico del cuoio capelluto. A questo punto l’organismo riconosce il capello come un corpo estraneo e attiva un procedimento di eliminazione naturale che causa l’insorgenza di prurito, zone arrossate e infiammazioni. Generalmente ed erroneamente queste vengono riconosciute come cause della calvizie essendo in realtà una sorta di conseguenza della stessa.
Nei soggetti femminili (meno colpiti e a partire da una età di 35 anni) le cause sono le stesse dei soggetti maschili; la differenza è rappresentata dall’ormone scatenante che in questo caso è il DHEA.

